Sicilia: continua il progetto SIC.A.RI.B. per un’agricoltura sostenibile e biologica

La Sicilia va verso pratiche biologiche rigenerative per un’agricoltura sostenibile e di valore. Con lo scopo ultimo di innovare il settore del biologico, impiegando colture ad elevato valore aggiunto e protocolli di produzione sempre più orientati alla tutela, alla salvaguardia e ad un uso efficiente delle risorse naturali, in primis il suolo e l’acqua.

Distretto del Cibo “Bio Slow Pane E Olio”: il primo biodistretto siciliano riconosciuto dal MASAF

Il Distretto del cibo “Bio slow Pane e olio” è il primo biodistretto siciliano riconosciuto dalla Regione Siciliana e dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. La decisione è arrivata dopo la richiesta presentata dall’assessorato siciliano dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, riconoscendo al distretto “Bio Slow” l’impegno in un percorso che parte da lontano.

Assemblea del Biodistretto “Terre degli Elimi” a Petrosino (Trapani): verso il riconoscimento regionale e la partecipazione all’Avviso Masaf

Nella giornata di sabato 13 aprile, presso il Comune di Petrosino, si è tenuta un’importante assemblea del biodistretto “Terre degli Elimi”.  L’assemblea, composta dalle numerose aziende che hanno preso parte all’incontro e da alcuni rappresentanti dei Comuni soci, ha dato vita ad una proficua discussione nel segno dello sviluppo sostenibile del biodistretto e della valorizzazione delle aziende agricole.

Bacche di Goji: in Sicilia un progetto per coltivarlo in biologico e creare un Marchio di Qualità

Il mercato delle bacche di Goji è in espansione, con un numero crescente di coltivatori, grazie al suo successo come alimento, con il riconoscimento delle sue proprietà salutistiche e nutraceutiche. Gli agricoltori, attraverso le associazioni di categoria, evidenziano come i problemi nella sua coltivazione siano legati all’esigenza di indicazioni chiare sui genotipi presenti a livello vivaistico, alla scarsa esperienza degli operatori e all’assenza di linee guida validate sul territorio per la corretta coltivazione.