FertOrtoMedBio: Produzione e utilizzo di substrati per la vivaistica, miglioramento delle tecniche di gestione del suolo e delle strategie di fertilizzazione dei sistemi ortofrutticoli mediterranei da reddito condotti con il metodo di a.b.

Coordinatore: 
Partecipanti al progetto: 
Ente finanziatore: 
MiPAAF
Data inizio: 
01/01/2006
Data fine: 
31/12/2008

Con riferimento ai sistemi colturali ortofrutticolimeridionali, l’obiettivo della ricerca è quello di monitorare le principalitecniche di gestione del suolo adottate, di circostanziarne i principalielementi caratterizzanti e di individuarne ed introdurre le strategie e letecniche più “critiche”, responsabili di limitare il grado di sostenibilità delsistema. Su alcuni “casi studio”, rappresentati da sistemi colturaliortofrutticoli di pieno campo e di serra, saranno realizzati interventi volti amodificare e migliorare le strategie e le tecniche di gestione della fertilitàdel suolo oggi in uso. Obiettivo specifico è quello di introdurre, nei sistemiorticoli di campo e di serra, tecniche di minimo avvicendamento colturale,colture di copertura (es, sovesci) e l'impiego del compost di qualità.

 

La ricerca interesserà i sistemi produttiviortofrutticoli meridionali, area da sempre vocata a tali produzioni e dove,almeno fino ad oggi, l’agricoltura biologica ha avuto modo di radicarsi e didivenire comparto capace di generare rilevanti redditi. E’ a tutti noto come ilmodello agricolo biologico sia cresciuto in Italia ed in Europa negli ultimi 10anni, compiendo il salto da nicchia a vero e proprio segmento agroalimentare.Diverse ed interconnesse tra di loro sono le ragioni che hanno consentitoquesta rapidissima ed intensa crescita e non verranno qui prese inconsiderazione. Certo è che gli operatori di settore osservano, da almeno dueanni a questa parte, una riduzione degli incrementi delle superfici coltivate abiologico, ed in alcune aree della Penisola anche una riduzione assoluta dellaquota di biologico. Questo fenomeno, che pur interessa tutto il territoriodella penisola, sembra essere però più importante nei territori dell’Italiameridionale. Simultaneamente, in questi ultimi anni, si sta assistendo allaforte crescita del consumo interno dei prodotti bio (soprattuttoortofrutticoli) destinati un tempo più prevalentemente all’export. Iconsumatori italiani stanno acquisendo, seppur lentamente, conoscenza ecoscienza dell’agricoltura biologica, della qualità dei prodotti che questa èin grado di fornire e dei vantaggi ambientali che sono connessi al suoesercizio. Il tema della gestione del suolo è, pertanto da tutti riconosciutocome il caposaldo operativo dell’agricoltura biologica, intorno al qualeruotano tutti gli aspetti di gestione dell’agroecosistema nel suo complesso.Infatti, solo attraverso una attenta gestione del suolo e della sua fertilitàpuò essere raggiunto l’equilibrio ecologico - produttivo dell’agroecosistemacapace poi di generare vantaggi in termini di qualità di prodotti e qualitàdell’ambiente.Il progetto intende introdurre nuove e più sostenibili tecnologieper la gestione della fertilità del suolo nei sistemi ortofrutticoli biologicimeridionali (pieno campo e serra) con l'obiettivo di aumentare l'efficienzaproduttiva e rafforzare l'applicazione delle tecniche agroecologiche propriedel metodo di produzione biologico. Inoltre, al fine di eliminare uno deiprincipali ostacoli che oggi impediscono la maggiore diffusione dellecoltivazioni orticole biologiche, il progetto intende mettere a punto strategiee tecniche di produzione di substrati colturali per la vivaistica biologica. Ilprogetto di durata triennale è articolato in 2 sotto progetti che coincidonocon le due principali linee di ricerca del progetto. Il primo (sottoprogetto 1)che si pone l’obiettivo di sviluppare tecniche di produzione di substraticolturali idonei all’impiego nel vivaismo orticolo biologico, è coordinato daldr. Fabio Tittarelli ed include 2 Unità Operative: U.O. 1 coordinata dal dr.Vincenzo Verastro (IAMB, Bari) ed U.O 2 (CRA-ISNP, RM). Il secondo(sottoprogetto 2) è rivolto al miglioramento delle performances produttive eambientali dei sistemi orticoli di pino campo e di serra condotti secondo ilmetodo dell’agricoltura biologica, è coordinato dal Dr. Stefano Canali edinclude 3 Unità Operative: U.O. 3 (Università, CT), U. O. 4 (Scuola SuperioreS. Anna, PI) ed U. O. 5 (CRA-ISNP, RM) coordinate rispettivamente dal prof.Cherubino Leonardo, dal dr. Paolo Barberi e dal dr. Stefano Canali. Il Prof.Paolo Sequi è il responsabile del coordinamento generale ed assicureràl'interazione tra i due sotto progetti.

 

Caturano E.,
Roccuzzo G., Canali S., Adamo S., GiuffridaF., Leonardi C (2008). Organic vegetable production in
Southern Italy: soilfertility management and fertilisation strategies. In: Cultivating the
futurebased on science. Proceedings of the Second Scientific Conference of theInternational Society
of Organic Agriculture Research (ISOFAR), held – at the16th IFOAM Organic World Congress – in
Cooperation with the InternationalFederation of Organic Agriculture Movements (IFOAM) and the
Consorzio ModenaBio2008. 18-20 June 2008 in Modena, Italy, Vol. 1, Organic Crop Production,
pp228-231.

Con riferimento ai sistemi colturali ortofrutticolimeridionali, l’obiettivo della ricerca è quello di monitorare le principalitecniche di gestione del suolo adottate, di circostanziarne i principalielementi caratterizzanti e di individuarne ed introdurre le strategie e letecniche più “critiche”, responsabili di limitare il grado di sostenibilità delsistema. Su alcuni “casi studio”, rappresentati da sistemi colturaliortofrutticoli di pieno campo e di serra, saranno realizzati interventi volti amodificare e migliorare le strategie e le tecniche di gestione della fertilitàdel suolo oggi in uso. Obiettivo specifico è quello di introdurre, nei sistemiorticoli di campo e di serra, tecniche di minimo avvicendamento colturale,colture di copertura (es, sovesci) e l'impiego del compost di qualità.

 

La ricerca interesserà i sistemi produttiviortofrutticoli meridionali, area da sempre vocata a tali produzioni e dove,almeno fino ad oggi, l’agricoltura biologica ha avuto modo di radicarsi e didivenire comparto capace di generare rilevanti redditi. E’ a tutti noto come ilmodello agricolo biologico sia cresciuto in Italia ed in Europa negli ultimi 10anni, compiendo il salto da nicchia a vero e proprio segmento agroalimentare.Diverse ed interconnesse tra di loro sono le ragioni che hanno consentitoquesta rapidissima ed intensa crescita e non verranno qui prese inconsiderazione. Certo è che gli operatori di settore osservano, da almeno dueanni a questa parte, una riduzione degli incrementi delle superfici coltivate abiologico, ed in alcune aree della Penisola anche una riduzione assoluta dellaquota di biologico. Questo fenomeno, che pur interessa tutto il territoriodella penisola, sembra essere però più importante nei territori dell’Italiameridionale. Simultaneamente, in questi ultimi anni, si sta assistendo allaforte crescita del consumo interno dei prodotti bio (soprattuttoortofrutticoli) destinati un tempo più prevalentemente all’export. Iconsumatori italiani stanno acquisendo, seppur lentamente, conoscenza ecoscienza dell’agricoltura biologica, della qualità dei prodotti che questa èin grado di fornire e dei vantaggi ambientali che sono connessi al suoesercizio. Il tema della gestione del suolo è, pertanto da tutti riconosciutocome il caposaldo operativo dell’agricoltura biologica, intorno al qualeruotano tutti gli aspetti di gestione dell’agroecosistema nel suo complesso.Infatti, solo attraverso una attenta gestione del suolo e della sua fertilitàpuò essere raggiunto l’equilibrio ecologico - produttivo dell’agroecosistemacapace poi di generare vantaggi in termini di qualità di prodotti e qualitàdell’ambiente.Il progetto intende introdurre nuove e più sostenibili tecnologieper la gestione della fertilità del suolo nei sistemi ortofrutticoli biologicimeridionali (pieno campo e serra) con l'obiettivo di aumentare l'efficienzaproduttiva e rafforzare l'applicazione delle tecniche agroecologiche propriedel metodo di produzione biologico. Inoltre, al fine di eliminare uno deiprincipali ostacoli che oggi impediscono la maggiore diffusione dellecoltivazioni orticole biologiche, il progetto intende mettere a punto strategiee tecniche di produzione di substrati colturali per la vivaistica biologica. Ilprogetto di durata triennale è articolato in 2 sotto progetti che coincidonocon le due principali linee di ricerca del progetto. Il primo (sottoprogetto 1)che si pone l’obiettivo di sviluppare tecniche di produzione di substraticolturali idonei all’impiego nel vivaismo orticolo biologico, è coordinato daldr. Fabio Tittarelli ed include 2 Unità Operative: U.O. 1 coordinata dal dr.Vincenzo Verastro (IAMB, Bari) ed U.O 2 (CRA-ISNP, RM). Il secondo(sottoprogetto 2) è rivolto al miglioramento delle performances produttive eambientali dei sistemi orticoli di pino campo e di serra condotti secondo ilmetodo dell’agricoltura biologica, è coordinato dal Dr. Stefano Canali edinclude 3 Unità Operative: U.O. 3 (Università, CT), U. O. 4 (Scuola SuperioreS. Anna, PI) ed U. O. 5 (CRA-ISNP, RM) coordinate rispettivamente dal prof.Cherubino Leonardo, dal dr. Paolo Barberi e dal dr. Stefano Canali. Il Prof.Paolo Sequi è il responsabile del coordinamento generale ed assicureràl'interazione tra i due sotto progetti.

 

Pubblicazioni: 


Caturano E.,
Roccuzzo G., Canali S., Adamo S., GiuffridaF., Leonardi C (2008). Organic vegetable production in
Southern Italy: soilfertility management and fertilisation strategies. In: Cultivating the
futurebased on science. Proceedings of the Second Scientific Conference of theInternational Society
of Organic Agriculture Research (ISOFAR), held – at the16th IFOAM Organic World Congress – in
Cooperation with the InternationalFederation of Organic Agriculture Movements (IFOAM) and the
Consorzio ModenaBio2008. 18-20 June
2008 in
Modena, Italy, Vol. 1, Organic Crop Production,
pp228-231.

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