CRA - FRC - Unità di ricerca per la frutticoltura - Caserta

Tipo istituzione: 
C.R.E.A.

Direttore - Marco Scortichini

Via Torrino, 2
81100 - CASERTA

Telefono: 
+39-0823-256201
Fax: 
+39-0823-493381
Curriculum: 

Storia :
Unità di Ricerca per la Frutticoltura di Caserta (CRA-FRC) è l’erede di importanti e antiche istituzioni dell’Italia meridionale. Nasce a Caserta nel 1968, nella stessa sede in cui nel 1860 Ferdinando II di Borbone fondò, nei pressi della Reggia, l’Istituto Agrario per la ricerca e lo studio della scienza agraria e l’Orto Agrario Sperimentale, sviluppando un’idea di Gaetano Filangieri e ripresa da Gioacchino Murat che aveva creato in ogni provincia del Regno di Napoli le Società di Agricoltura o Camere Agrarie.
Secondo il progetto di Re Ferdinando II, l’Istituto Agrario era destinato alla formazione dei giovani “i quali dopo un discreto corso di studi teoretici e pratici ritornassero ne’ paesi natii apportatori di utili conoscenze, e colà insegnassero in qual modo ritrar si convenga il maggior profitto dalle amene ed instancabili terre della Campania" ed a tale scopo gli assegnò un vasto fondo prospiciente l’Appia di 16 moggi (circa ha 5,3), accanto al Palazzo Reale. Oltre agli impegni didattici e formativi interni, l’Istituto Agrario svolse anche attività rivolte all’esterno di ricerca scientifica, teorica e pratica, e di studio. E così, per diversi anni, si realizzarono esposizioni di prodotti "agrari industriali", esperimenti sulla coltura del cotone, indagini sismiche e geologiche.
La ricerca era un punto di forza dell’Istituto casertano e lo si capisce dall’importanza della sua biblioteca, che vantava più di 200 opere ed enciclopedie specializzate, preziosa eredità della Real Società Economica, nata nel 1818 a Caserta grazie alla politica riformista inaugurata da Giuseppe Bonaparte e continuata da Gioacchino Murat, con lo scopo di favorire lo studio dell’agricoltura e dare basi scientifiche al lavoro agricolo.
Con la nascita delle Camere di Commercio nel 1862, le Società agrarie persero la loro importanza e, nel caso casertano, i beni furono acquisiti dalla Amministrazione Provinciale che si fece carico di proseguire l’attività didattica.
Nel 1872, con Regio Decreto, nacque presso la sede dell’Istituto la Stazione Agraria Sperimentale "di prova", istituita sull’esempio di quelle esistenti a Padova e Pisa, i cui scopi istituzionali furono: "a) lo studio geologico dei terreni coltivati e coltivabili delle Provincia; b) l’esame chimico e la determinazione qualitativa e quantitativa dei principali materiali del suolo coltivabile, utili alla vegetazione; c) l’esame chimico e la determinazione sperimentale del valore relativo delle diverse sostanze adoperate come concime, nonché delle piante coltivate per sovescio; d) i saggi comparativi della materia tintoriale contenuta nelle robbie, che si coltivano nei diversi Circondari della Provincia; e) le ricerche sperimentali relative, alla viticoltura, alla coltivazione dell’Olivo e prodotti industriali relativi; f) la propagazione mediante scritti, ed anche con conferenze dei risultati delle esperienze fatte".
Nel novembre del 1882, l’Istituto Tecnico Agrario fu intitolato a Giuseppe Garibaldi, da poco scomparso.
Nel 1923, l’edificio e parte dell’Orto dell’Istituto furono espropriati a favore della Provincia e successivamente nel 1938, con l’attuazione della riforma Bottai, l’Istituto fu trasferito ed infine definitivamente soppresso.
Nel 1939, la proprietà fu venduta dalla Provincia di Napoli all’Istituto Caseario Zootecnico per il Mezzogiorno per la sua attività di ricerca, fino al 1967, quando gran parte del complesso passò all’Istituto Sperimentale per la Frutticoltura di Roma, ente del Ministero dell’Agricoltura.
Nel 1999 l’Istituto Sperimentale per la Frutticoltura è entrato a far parte del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (C.R.A.).

Missione:
Effettua studi di genetica, piani di miglioramento genetico e selezione varietale con metodologie convenzionali e avanzate per le specie frutticole, con particolare riferimento a quelle adatte agli ambienti meridionali (esclusi agrumi). Studia le tecniche di propagazione e gli aspetti sanitari.
Collabora con il Centro di Ricerca per la Genomica e la Postgenomica animale e vegetale per lo sviluppo di metodi di biologia molecolare da applicare al miglioramento genetico.

Attività:
Le linee di ricerca che caratterizzano l'attività dell'Istituto sono:
- Incremento della qualità dei frutti;
- Riduzione degli interventi chimici in frutticoltura per diminuire i problemi di inquinamento ambientale, per una migliore salvaguardia della salute dei consumatori e degli operatori e per contenere i costi di produzione;
- Controllo dello sviluppo delle piante per ridurre i costi di produzione attraverso il miglioramento genetico e la tecnica colturale.

Gli altri temi svolti, in buona parte finalizzati al raggiungimento degli obiettivi principali, sono:
- Miglioramento genetico delle varietà per caratteri pomologici e resistenza ai parassiti;
- Miglioramento genetico dei portinnesti per il controllo della vigoria e adattabilità alle diverse condizioni pedologiche;
- Affinamento delle tecniche di propagazione con particolare riferimento alla propagazione "in vitro";
- Miglioramento della tecnica colturale con particolare riferimento alle forme d'allevamento, all'irrigazione e alla fertilizzazione;
- Approfondimento della conoscenza della biologia e della fisiologia delle piante da frutto con particolare riferimento ai rapporti pianta-clima e alla sensibilità delle cultivar ai parassiti;
- Studio delle principali Fitoplasmosi delle piante da frutto;
- Studio qualitativo e quantitativo delle proteine espresse nelle piante. Tale studio é volto a caratterizzare le varietà ai fini del loro riconoscimento e tracciabilità ed a qualificare le proprietà alimentari.

 

Regioni: