Tagliare i pesticidi e passare all’agroecologia: 89 associazioni scrivono alla Commissione (EN)

31/03/2020
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E’ stata inviata il 31 marzo al Vice-Presidente della Commissione europea Timmermans e, cc, ai Commissari Kyriakides, Wojciechowski e Sinkevičius, una lettera il cui testo pubblichiamo qui di seguito.

"Scriviamo come sostenitori dell'“Iniziativa dei Cittadini Europei per Salvare Api e Agricoltori – European Citizens Initiative Save bees and Farmers”, che è già stata sostenuta da oltre 750.000 cittadini dell'UE.

Il significativo declino delle api e degli impollinatori in Europa e nel mondo, insieme al più ampio crollo della biodiversità a cui stiamo assistendo, ha giustamente destato allarme nella comunità scientifica e nel pubblico in generale. Gli esperti hanno dichiarato che "business as usual" non può più rimanere un'opzione. E’ ormai finalmente ed ampiamente riconosciuto che il nostro modello di produzione alimentare è uno dei principali motori di questo collasso ecologico, in gran parte causato dall'uso massiccio di pesticidi sintetici su cui si basa.

I pesticidi sintetici hanno gravi conseguenze sulla salute umana, sono legati a patologie tra le comunità rurali e tra i consumatori causate dai residui di pesticidi presenti negli alimenti, nonché dalla deriva dei pesticidi nell'aria e dal loro dilavamento nel suolo e nelle acque sotterranee. Tra gli altri, l'esposizione ai pesticidi è legata al cancro, al morbo di Parkinson e a menomazioni della funzione riproduttiva.

Una terza conseguenza importante dell'agricoltura industriale è il forte declino della diversità sociale ed economica tra agricoltori e comunità rurali. Negli ultimi 10 anni, nell'UE in media è scomparsa un’azienda ogni 3 minuti. Ciò sta portando a zone rurali impoverite e a un'enorme perdita di resilienza, conoscenze e tradizioni preziose.

L'Unione europea ha sostenuto questi fenomeni con fondi pubblici per decenni attraverso la sua politica agricola comune (PAC), nonché con regolamenti, accordi commerciali e una politica di ricerca a favore dell'agricoltura industriale e della produzione alimentare. La nostra coalizione chiede ora alla Commissione europea e agli Stati membri di apportare una modifica sostanziale al modo in cui vengono utilizzati gli strumenti summenzionati.

I problemi che noi citiamo sono al centro del perché la Commissione europea stia sviluppando le strategie “Farm to Fork” e sulla Biodiversità. Esiste però una via d'uscita per trasformare il nostro modello di agricoltura ad alta intensità chimica in un modello che sia a più ad alto coefficiente di conoscenza e che si basi sul lavorare con la natura piuttosto che contro di essa: questa alternativa è stata sviluppata dall'agricoltura biologica e da molti altri agricoltori basandosi sui principi dell'agro-ecologia.

La ricerca scientifica dimostra che è possibile nutrire l'UE e il mondo sulla base di un'agricoltura senza pesticidi di sintesi. Si tratta di una scelta politica, perché esistono già alternative non chimiche ai pesticidi. Inoltre, prove sul campo mostrano che l'applicazione dell'agroecologia consente agli agricoltori di aumentare i profitti. Vi chiediamo pertanto di garantire che le richieste di “Save Bees and Farmers” siano integrate nelle strategie indicate ed ormai imminenti.

In particolare, queste devono, senza compromessi:

  • avviare la graduale eliminazione dei pesticidi sintetici dall'agricoltura dell'UE, fissando un obiettivo di riduzione dell'80% entro il 2030 e una graduale eliminazione entro il 2035;
  • fissare obiettivi ambiziosi per recuperare la biodiversità, specialmente nelle aree agricole. L'agricoltura e la biodiversità non si escludono a vicenda, ma devono essere di reciproco beneficio;
  • sostenere gli agricoltori nella transizione verso un'agricoltura rispettosa della natura. Le proposte di riforma della PAC devono essere fortemente migliorate per sostenere gli agricoltori finanziariamente e tecnicamente dando la priorità all'agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile basata sull'agroecologia.

 

Attendiamo con impazienza la pubblicazione di strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità” ambiziose e credibili, che siano adatte allo scopo, ci allontanino dalla catastrofeimminente e soddisfino le aspettative di cittadini e agricoltori. Il tempo sta per scadere sia per la natura che per l'agricoltura su piccola scala e chiediamo che queste siano poste al centro del vostro impegno".

Fonte: IFOAM EU