Piano di monitoraggio della Commissione europea sui fosfiti: le indicazioni dell’ufficio PQAI1

27/11/2020
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A seguito della riunione del Tavolo Tecnico sull’agricoltura biologica svoltosi il 4 novembre u.s. l’ufficio PQAI1 - Agricoltura biologica e Sistemi di Qualità alimentare nazionale del Mipaaf ha inviato degli importanti aggiornamenti ai rappresentanti delle Regioni, enti, organismi di controllo ed associazioni relativamente al piano di monitoraggio della Commissione sulla contaminazione da fosfiti. Una problematica affrontata dalla Commissione (COM) già durante il COP di giugno (QUI è possibile scaricare la relativa nota del Ministero), che non riguarda solo l’Italia ma l’intero contesto europeo.

La COM ha sottolineato che, considerato che i fosfonati di potassio non sono più autorizzati per la produzione biologica, ci si sarebbe dovuti aspettare la scomparsa dei residui di acido fosfonico dai prodotti biologici subito dopo il 2014. Questo però, non solo non è avvenuto ma, dai dati sulle irregolarità OFIS, si rileva un aumento del numero di casi legati alla presenza di acido fosfonico.

La COM ha quindi ritenuto necessario adottare azioni e misure armonizzate ed efficaci per risolvere questo problema.

Durante la riunione di giugno la COM ha fatto una breve panoramica di tutte le diverse cause inserite in OFIS per giustificare la contaminazione accidentale da fosfiti e ha evidenziato come praticamente tutte queste motivazioni non trovano un supporto scientifico nei risultati dell'EFSA (QUI in allegato) secondo cui l’acido fosfonico è il risultato dell'uso di fosetil-Al, altri pesticidi o l'uso di fertilizzanti (è noto infatti che vi è un problema generale legato ai fosfonati di potassio commercializzati come “fertilizzanti”, sulla base delle norme orizzontali sui prodotti fitosanitari, problema posto all’attenzione di un pertinente gruppo di lavoro coordinato dalla DG SANTE).

La COM ha infine sostenuto la necessità che gli Stati membri (SM) si impegnino, in primo luogo, ad identificare la causa della contaminazione e ad escludere l'uso non autorizzato (intenzionale o non intenzionale), anche attraverso l’analisi degli input tecnici, compresi quelli autorizzati per la produzione biologica.

Al fine di armonizzare il lavoro degli Stati membri, la COM ha avviato un piano di monitoraggio così calendarizzato:

Entro il 15 ottobre 2020:

  • ogni SM dovrà predisporre una breve panoramica della situazione, delle misure e delle azioni intraprese;
  • ogni SM dovrà predisporre un elenco degli input tecnici analizzati a causa del sospetto che contengano fosfonati, risultati e azioni intraprese;
  • nel caso in cui i risultati e le indagini mostrino irregolarità o violazioni che incidono sullo stato biologico di un prodotto, queste devono essere, come in altri casi, immediatamente comunicate tra gli organismi di controllo, le autorità di controllo, le autorità competenti e gli Stati membri interessati e alla COM come dai regolamenti;
  • le delegazioni sono invitate a condividere i loro risultati di ricerca sui fosfonati rilevati nei prodotti etichettati come "biologici".

Entro il 28 febbraio 2021:

  • Risultati completi dei controlli ufficiali per l'anno 2020 in relazione ai fosfonati rilevati nei prodotti etichettati come "biologici";
  • Aggiornamenti sugli input tecnici analizzati a causa del sospetto che contengano fosfonati, risultati e azioni intraprese.

Sempre in materia di contaminazione da acido fosforoso si riporta qui di seguito (tradotto dall’originale in inglese, ndr) quanto riportato dalla COM nella nota ARES (2020) 6970061 del 20/11/2020:

"Briefing da parte della Commissione a seguito di riunioni con le parti interessate. L'argomento è di interesse per gli Organismi di Controllo (OdC), gli operatori, le organizzazioni e i laboratori biologici. La COM ha partecipato a due riunioni organizzate dalle parti interessate. La COM accoglie con favore le iniziative volte ad armonizzare le indagini, le misure in caso di irregolarità e di infrazioni (che sono molto necessarie), il prelievo di campioni e le analisi di laboratorio (necessario il metodo speciale, i metodi multi standard non sono realmente adeguati). Le parti interessate sembrano aver raccolto ampie informazioni sulle pratiche e la ricerca in diversi paesi, anche al di fuori dell'UE. La COM sta ancora valutando le informazioni ricevute.
La COM ha segnalato al Comitato i seguenti punti. Gli OdC devono in prima istanza riferire alle rispettive autorità competenti (AC) e chiedere loro di fornire orientamenti, e le proposte devono essere sottoposte a un esame approfondito da parte delle AC. Alcune informazioni indicano che in alcuni Stati membri, in effetti, vengono avviate azioni diverse. Ciò non è in linea con le regole, la COM ha ribadito le sue precedenti posizioni scritte, comprese quelle in fase di audit. Alcuni operatori di paesi terzi indicano che non esiste alcuna garanzia che i prodotti biologici siano privi di acido fosfonico. Questo non va bene e conferma l’interpretazione della COM che la questione è sistemica. Le indagini sono troppo spesso (fino al 70-80% dei casi) inconcludenti. Le parti interessate hanno confermato che, sebbene spesso non siano in grado di eliminare i dubbi (sollevati sulla base dei risultati positivi dei test), e che spesso la fonte di contaminazione non è stata trovata, considerano comunque il prodotto come biologico. La COM non è d'accordo con questo approccio, che porta ad un elevato numero di prodotti contaminati commercializzati come biologici. La COM ha informato il Comitato di aver spiegato alle parti interessate di aspettarsi indagini decisive per quanto concerne gli input tecnici quali potenziali fonti delle irregolarità. La COM si aspetta un'azione che si traduca in un calo visibile del numero di casi in cui le sostanze attive non autorizzate vengono coinvolte."

Fonte: Mipaaf/PQAI1

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