Import nel 2019 di prodotti agroalimentari bio nell’Ue: un documento della Commissione (EN)

03/07/2020
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La Commissione europea ha pubblicato il rapporto ‘EU imports of organic agri-food products: key developments in 2019’, che fa il punto della situazione sulle importazioni di prodotti agro-alimentari nell’Unione europea sulla base dei dati Traces.

Secondo il documento, nel complesso, le importazioni di prodotti agroalimentari biologici sono rimaste stabili tra il 2018 e il 2019. In termini di prodotti, nel 2019 le importazioni di cereali biologici sono diminuite, mentre sono aumentate le importazioni di frutta tropicale, panelli di semi, soia e zucchero.

Nel 2019, l'Ue ha importato 3,24 milioni di tonnellate di prodotti agroalimentari biologici, con un leggero aumento dello 0,4% rispetto al 2018. Le importazioni di prodotti agroalimentari biologici rappresentano circa il 2% delle importazioni totali di prodotti agroalimentari nell'UE.

La maggior parte dei prodotti biologici importati  sono stati materie prime (compresi cereali, oli vegetali, zuccheri, latte in polvere e burro), che rappresentavano il 54% delle importazioni totali di prodotti agroalimentari biologici in termini di volumi. Altri prodotti primari (inclusi carne, frutta, verdura, yogurt e miele) hanno rappresentato il 38% delle importazioni in volume. Le commodities e altri prodotti primari hanno tuttavia un valore inferiore rispetto ai prodotti trasformati, e rappresentano rispettivamente il 38% e il 43% delle importazioni in termini di valore. I prodotti trasformati hanno rappresentato il 6% delle importazioni in termini di volume ma l'11% in termini di valore.

Nell'Ue, gli Stati membri che hanno importato la maggior parte dei prodotti biologici nel 2019 sono i Paesi Bassi (32% in termini di volume), la Germania (13%), il Regno Unito (12%) ed il Belgio (11%).

Per quanto riguarda l'origine dei prodotti, i dieci paesi che ne hanno esportati di più nell'Ue hanno rappresentato il 70% delle importazioni in termini di volume nel 2019, con in testa la Cina (13%), seguita dall’ Ucraina (10%), la Repubblica Dominicana (10%), l'Ecuador ( 9%), il Perù (7%), la Turchia (7%), l'India (5%), la Colombia (3%), il Kazakistan (3%) ed il Brasile (2%). Le importazioni dalla Cina includono principalmente panelli di semi, mentre l'Ecuador, la Repubblica Dominicana e il Perù esportano nell’Ue principalmente frutta tropicale biologica, noci e spezie. Ucraina, Turchia e Kazakistan esportano soprattutto cereali biologici (grano compreso, ma escluso il riso). La principale esportazione del Brasile e della Colombia verso l'UE è invece lo zucchero biologico.

In generale, i prodotti biologici più importati nel 2019 sono stati frutta tropicale, noci e spezie, che hanno rappresentato il 27% del volume totale delle importazioni biologiche (0,9 milioni di tonnellate). Le banane hanno costituito una parte significativa di queste importazioni, avendo rappresentato l'85% delle importazioni di frutta tropicale. Seguono i panelli di semi, con il 12% delle importazioni (0,4 milioni di tonnellate), seguiti dai cereali (esclusi grano e riso) e dallo zucchero, al 7% (0,2 milioni di tonnellate).

Rispetto al 2018, i maggiori cambiamenti hanno riguardato l'aumento delle importazioni di frutta tropicale, noci e spezie (in crescita del 13%), lo zucchero (aumento del 29%), gli ortaggi (+ 8%), il caffè non torrefatto, il tè ed il mate (con un aumento dell'11%), nonché la soia (+ 25%). Rispetto al 2018, i cereali - diversi da grano e riso - sono invece diminuiti dell'8%, il grano del 16% e i semi oleosi diversi dai semi di soia del 17%.

Tutti i dettagli nel documento della Commissione europea, che si può scaricare QUI

Fonte: Commissione europea