Il valore crescente del bio, di Alba Pietromarchi (EN)

14/06/2016
Rassegna stampa

Cresce senza sosta la domanda di cibo biologico, con un giro d’affari che ha toccato i 2,8 miliardi di euro, includendo sia il mercato domestico che quello extra-domestico (es.: ristorazione). Una crescita dovuta anche a un nuovo modello di consumo, e una scelta che diventa ancor più evidente nelle mense scolastiche. L’autrice cita una ricerca dell’Università di Oxford, secondo cui le aziende biologiche aumentano la ricchezza di piante, insetti e altri animali in media del 34% in più rispetto alle aziende agricole convenzionali. Livelli maggiori di biodiversità significano benefici tangibili, non solo per l’ambiente, ma anche per gli stessi agricoltori e per il mercato agroalimentare. Per tale  ragione  AIAB, insieme a Miscugli.it, Arcoiris e FIRAB, lancia una campagna a tutela della biodiversità, del suolo e della libertà dei contadini per dimostrare come una manciata di semi può essere un grande capitale (su www.aiab.it).

Altro “valore” del bio sono i maggiori profitti generati per i produttori biologici rispetto a quelli convenzionali, offrendo altresì il settore più opportunità di lavoro.

L’articolo completo si può leggere QUI

FIRAB-Federazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e biodinamica, 10 giugno 2016