“Biologico, vendite ok in attesa che la PAC premi la sostenibilità”, di Nicola Castellani.

14/09/2011
Rassegna stampa

A vent’anni dall’emanazione dl primo regolamento per l’agricoltura biologica, il settore si interroga per capire quali sono le prospettive per il prossimo futuro, con particolare riferimento alla riforma della politica agricola comunitaria. Nel corso di un convegno svoltosi nella giornata inaugurale del Sana di Bologna, si è infatti parlato di pac e sviluppo sostenibile. Il Ministro delle politiche agricole Saverio Romano ha ammesso che per il settore agricolo italiano si profila un intervento penalizzante, sottolineando inoltre la necessità di trovare una linea comune per parlare con una sola voce in difesa di un settore che vive la sua difficoltà, pure restando l’unico settore in Italia a registrare un aumento del pil. Secondo Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura dell’Europarlamento, l’introduzione anche nel primo pilastro di misure a favore del biologico garantirà agli agricoltori del comparto l’accesso agli aiuti diretti senza bisogno di alcuna norma di condizionalità aggiuntiva per il cosiddetto greening. Per le promozioni si annunciano invece fondi esigui. Per fortuna il settore non ha bisogno di promozione: a giudicare dai numeri del primo quadrimestre del 2011: +11,5%. “La crescita – afferma Enrico De Ruvo, ricercatore dell’Ismea – si riscontra praticamente in tutti i comparti del biologico confezionato, in tutte le aree geografiche e in quasi tutti i canali distributivi. Note positive anche per i trasformatori, che hanno fatto registrare una crescita incessante negli ultimi cinque anni”. Bene anche l’export: l’Italia è infatti il maggior esportatore mondiale di prodotti biologici per un controvalore che nel 2010 ha superato 1 miliardo di euro.

“L’Informatore Agrario”, n. 34/2011, p. 13-14.

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